{"product_id":"geontologie","title":"GEONTOLOGIE","description":"\u003cp style=\"text-align: center;\"\u003e\u003cem\u003eLa chiave della massiccia espansione del capitale è stata la scoperta di una forza vitale nella materia morta, o della vita in ciò che resta della vita: cioè, nel carbone e nel petrolio.\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cem\u003eIl combustibile vivente (il lavoro umano) è stato integrato in modo esponenziale e spesso sostituito dal combustibile morto (i resti di carbonio di entità precedentemente viventi), proprio mentre i problemi etici legati all’estrazione della vita dalla vita venivano mitigati.\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cem\u003eIl capitalismo è un’enorme fonderia, che getta nella sua fornace i vivi e i morti.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGiorno dopo giorno, l’antropocene diviene sempre più ineludibile: le forze del capitale soffocano l’atmosfera, l’ambiente, le componenti biologiche e chimiche della vita stessa. Ma in questa cornice claustrofobica, persino la sopravvivenza dell’attore coloniale per eccellenza – l’uomo occidentale – rischia l’estinzione. Il capitale fagocita le sue stesse forze riproduttive. È così che le dinamiche della biopolitica iniziano a vacillare: non si tratta più di distinguere tra vita e morte, ma tra Vita e Non-Vita – la terra nella sua esistenza materica, lutulenta, antecedente a ogni forma di vita. Il potere non si esercita più concedendo la vita e scongiurando la morte, ma ripartendo, escavando, martoriando la terra a discapito della stessa sopravvivenza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn una profonda e spietata analisi, che mescola le innovazioni concettuali di Deleuze e Guattari, i nuovi materialismi, la critica all’economia politica e la mitologia dei nativi australiani, Elisabeth A. Povinelli sviscera ed esamina le implicazioni politiche e ontologiche di una forma di potere ormai onnipresente, che corrode dall’interno i principi della governance neoliberale: il geontopotere.\u003cbr\u003eSe, un tempo, l’estrattivismo privava delle risorse solo la «periferia» del mondo, ora siamo tutti risorse sacrificabili per un delirio energivoro che non conosce più ragioni e confini. Ed è proprio in questo contesto che \u003cem\u003eGeontologie \u003c\/em\u003erisulta un testo fondamentale per comprendere le trasformazioni di un colonialismo spietato che dalla mappa è riuscito a sprofondare nelle viscere stesse della terra.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eElizabeth A. Povinelli \u003c\/strong\u003e(1962) insegna Antropologia e Gender Studies alla Columbia University, dove è stata direttrice dell’Institute for Research on Women and Gender e codirettrice del Centre for the Study of Law and Culture. È anche tra i fondatori del Karrabing Film Collective, le cui opere sono state esposte in prestigiose rassegne, tra cui Melbourne International Film Festival, il Festival del cinema di Berlino e la Tate Modern. Tra le sue opere ricordiamo \u003cem\u003eLabor’s Lot\u003c\/em\u003e (University of Chicago Press 1994), \u003cem\u003eThe Empire of Love\u003c\/em\u003e (Duke University Press 2006), \u003cem\u003eEconomies of Abandonment\u003c\/em\u003e (Duke University Press 2011), L’eredità (Meltemi 2023), \u003cem\u003eBetween Gaia and Ground\u003c\/em\u003e (Duke University Press 2021).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTraduzione di \u003cstrong\u003eIppolita\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Timeo Store","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":62052741906700,"sku":null,"price":20.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0657\/5747\/9180\/files\/geontologiemockup.jpg?v=1787671313","url":"https:\/\/timeo.store\/products\/geontologie","provider":"Timeo Store","version":"1.0","type":"link"}